lunedì

l'homme pressé

l'homme pressé by dizaon
l'homme pressé, a photo by dizaon on Flickr.

Rieccomi domani a seguire l'uomo con la valigia, l'altra volta correva troppo in fretta...

lunedì

Quando face book ti rovina gli alimenti


[alimenti non rovinati da face book]

B. e V. si sono sposati giovani per via di un figlio in arrivo. Passano gli anni. Il bimbo cresce, va a scuola e sua madre inizia a cercare e a trovare lavoro. La cosa non piace affatto a B. che non sopporta l'indipendenza della moglie. Comincia a pedinarla, a perdere le staffe, a picchiarla, a farle ricatti (prendendo in ostaggio il proprio figlio), a picchiarla di nuovo, a nascondere le bollette nonché le raccomandate delle bollette non pagate, a fregarle la carta di credito, a svuotare la sudetta carta di credito, a sfondare la macchina di V. usando la sua. Finalmente va in galera. Poi ai domiciliari. Esce dai domiciliari e ha ancora 4 mesi di condizionale, ma è in libertà.

Le udienze si succedono perché c’è da decidere ad esempio il mantenimento del bimbo. Finora dal padre ha visto soltanto:

- Le foto delle sue ultime vacanze scattate ad Ibiza

- Il portatile con sopra la foto della moto da 15.000 euro comprata dal nonno paterno

All’ultima udienza ha detto al giudice che non è vero che non paga. Ha pagato l’iscrizione al calcio del figliolo. Per fortuna la madre teneva la ricevuta dell’iscrizione sudata con ore di pulizie e l’ha presentata lei al giudice.

L’avvocato di B. con tono implorante ha detto : “ mio cliente non paga perché è da un anno che cerca lavoro e non lo trova” e l’avvocato di V. ha rispetto “ma se suo cliente è da un anno su face book come imprenditore edile !”


giovedì

ai tempi di Brejnev non si stava male

ON NE  PEUT PLUS ETRE TRANQUILLES !
All'inizio, l'arte del puzzle sembra un'arte breve, di poco spessore, tutta contenuta in uno scarno insegnamento della Gestalttheorie: l'oggetto preso di mira – sia esso un atto percettivo, un apprendimento, un sistema fisiologico o, nel nostro caso, un puzzle di legno – non è una somma di elementi che bisognerebbe dapprima isolare e analizzare, ma un insieme, una forma cioè, una struttura: l'elemento non preesiste all'insieme, non è più immediato né più antico, non sono gli elementi a determinare l'insieme, ma l'insieme a determinare gli elementi.

Georges Perec

Lo so, vi sembra una roba assai ottusa. Ma io ora, dopo 13 (vade retro cabala) anni di vita condominiale ho capito il succo del quel discorso. Non è colpa della vicina di sotto se divento una bestia cattiva. E' tutto colpa del condominio ! E' lui che ci determina. E' Lui ! Dovrebbe essere incriminato nei processi. Io vorrei poter dargli due schiaffoni, prenderlo a calci, farli sputare la banconote caduta dai miei jeans nel prato della vicina e spariti nel nulla ! Sono per l'autodistruzione del mio condominio. Condominio ladro !



grève

lunedì

Tais-toi et mange...

Tais-toi et mange...

Lo ammetto, stamattina sono andata a sbirciare su “Il giornale” e pure su “Libero”. Quali giovamenti ? Non so. Sinceramente la nausea politica non mi è passata. L’arte politico è diventato per me un brutto virus intestinale. Devo essere cauta con la mia salute, quindi i miei interessi sono drasticamente cambiati. Leggo, cucino, lavoro ed evito i discorsi politici che invariabilmente, mi portano a rigettare il contenuto del mio stomaco sull'interlocutore. Forte di certe abilità nella confezione di merende pre- adolescenziali, sto inculcando ai giovani l’art et la manière di non fidarsi, di non votare. Se una cosiddetta democrazia parlamentare ci porta a vedere gente che rappresenta il popolo a schiaffeggiarsi, scusate ma allora pure il popolo è in grado di schiaffeggiarsi da solo, senza l’intromissione di un rappresentante designato e grassamente pagato, senza contare che ingaggiare un vero pugile costerebbe molto meno. Se puoi i bravi elettori chiamati in causa votano per chi li difende la meritata e sudata pensione, e scoprono che chi li difende può beneficiare di una pensioncina niente male dopo solo 5 anni di parlamento, allora faccio bene a non votare una rappresentanza d’ipocrisia. Continuando un editoriale su “il giornale” stamattina [ma non ritrovato nel valzer odierno di opinioni] che mi aveva lasciato sulla mia fame [come la bulimica in preda al raptus davanti alla teglia XXL di lasagne congelate], si è vero i voli aerei sono pieni pienotti (non ho fatto fatica a prenotarlo, ma spero che il cliente a fine anno mi pagherà la fattura), i ristoranti zeppi (di 2/3 gatti con le tasche mezze vuote dalla mia esperienza di venerdì scorso) e questo è la vita come scriveva il giornalista. Tuttavia la vita è anche scavare nel fango e per dare una mano alla Liguria. Strano, questa qua non l’ho letta da nessuna parte. Sembra che i cambiamenti di schieramento politico di Tizio o Caio, la conta dei fedeli o dei traditori siano più importanti dei poveri innocenti morti per colpa di una certa incuria politica.