domenica

Avrei preferito il Maltese...

Le mie peregrinazioni lavorative mi avevano portata fin qui. In quelle anse serpentine. Su quelle rive di Guareschi. Non mi aspettavo di trovarlo qui, proprio davanti a me girando l’angolo della birreria. Ebbi un sussulto. Il ritmo cardiaco accelerò. Mi fissava con i suoi occhi a mandorla. Era uguale a tanti anni fa, quando ne ero quasi innamorata. Poi arrivò Corto, ma è un’altra storia.

Dopo due secondi di incertezza, gli ho parlato.

“Invece di stare appiccicato su quel muro ad aspettare la piena, scendi giù a basso, ho due tre lavoretti per te!”

free climbing

mercoledì

Che Giovannino G. mi perdoni...

«Poi, arrivati sull'argine grande, ecco il fiume vasto, deserto, imponente e silenzioso, e più che un fiume pare il cimitero delle acque morte. D. camminava verso l'argine grande, con una macchina fotografica incollata all'occhio, ed era l'una e mezzo di un pomeriggio di settembre, e a guardarla così solo in mezzo alla strada bianca, sotto il sole, non si poteva immaginare niente di più francesino, visto che intorno c'erano soltanto pensionati dialettanti e cani.»
j'ai du Po

martedì

Kafka* scrisse...

..."il castello", lo supererò con il mio prossimo racconto "Saub"...

Era sera tarda quando D. arrivò. Il paese era affondato nella calura padana. Le colline non si vedevano, afa e smog la nascondevano, e non il più fioco raggio di luce indicava il grande Saub. D. si fermò a lungo sul ponte di acciaio trasandato che conduceva dalla circonvoluzione alla Villa, e guardò su nel vuoto apparente.
Poi andò a cercarsi un bar; nel padiglione non erano ancora svegli, il barista non aveva più una sola brioscina, ma, molto sorpreso e sconcertato da quel cliente dell'alba, le propose di farle un po' di gnocco fritto. D. accettò. Alcuni infermieri del turno notturno erano ancora seduti davanti ai loro boccali di birra, ma D. non volle parlare con nessuno, andò a prendersi il gnocco fritto direttamente nello strutto bollente, e si coricò vicino al climatizzatore. Faceva caldo, gli infermieri erano silenziosi, D. li guardò ancora per qualche minuto con gli occhi stanchi, poi s'addormentò.
Ma poco dopo la svegliarono....hiboux, choux, genoux etc

[segue]

* ah grazie Franz per l'aiutino

lunedì

économie ménagère

Nostalgie

Stasera ho fatto della pasta al forno con gli avanzi di salsiccia congelata e prosciutto odierno. E’ avanzata un po’ di pasta, quindi domani pensavo di schiacciare il tutto in modo grossolano per riempire un po’ di zucchine al forno. E se mi rimane un po’ di zucchine ? Frullerò il tutto per fare il ripieno di tortelli. E cosa farò degli avanzi dei due o tre tortelli ? Dai li butterò nel risotto, ni vu ni connu. Cavolo, l’etto di risotto in surplus lo potrò buttare nel minestrone del giorno dopo no ? Gli avanzi sono un circolo infernale. E’ per quello che mi sono decisa a prendere il cane.

Dopo 42 giorni di astinenza totale sono ricascata. Come dice il mio psicoterapeuta di fiducia (mio fedele cane schiaccia avanzi) non è soltanto un vizio, bensì una necessità moderna. Ho sudato sette camice, ho voluto incrementare le mie solite performance. Dicono che l’astinenza faccia bene al corpo. Che delusione, sono sempre la solita pessima stiratrice.

Le zucche nostrane costano 1,3 al kg. Ci devo fare sopra un pensierino.

venerdì

le mangiatrici di mele sono noiose, e io cosa ci posso fare ?

la baie vit ... by dizaon
la baie vit ..., a photo by dizaon on Flickr.

Su quella costa normanna, a un'ora così mattutina, non avevo bisogno di nessuno. La presenza dei gabbiani mi disturbava: li feci fuggire a sassate. E udendo i loro gridi, di uno stridore soprannaturale, capii che proprio quello mi occorreva, che solo il sinistro poteva calmarmi, e che proprio per incontrarlo mi ero alzato prima dell'alba.

Testo di Emil Cioran

[Continuo tranquilla sul cammino sicuro della pigrizia]