lunedì

il Re dei Pidocchi non è una Piattola

- Com’è stata questa prima volta ?

- IN-DI-MEN-TI-CA-BI-LE !

- Suvvia, vogliamo i particolari !

- Va bene [D. ha ancora un certo bagliore negli occhi al ricordo dell’evento], è stato assai semplice, basta lasciarsi andare un po’ ma ti assicuro è una botta di vita…

- Non potresti essere diciamo più “tecnica” ?

D. a questo punto si avvicina all’orecchio dell’intervistatore :

- Una foto ce l’ho…

L’intervistatore si turba ma riesce a pronunciare:

- Ce la fai vedere ?

mercoledì

irreducibili blogher, quando chiama l'ego e l'economia

lo strano scambio

Se Lacan scrive che ogni struttura narcisista ha una struttura irreducibile, IO dico che con una vignetta di fumetto sono riuscita a risparmiare 60 euro [e più se affinità] con uno psicanalista in gamba. Ovvio che se non fossi una povera blogher mi butterei in politica o nello spettacolo...

ps: se vuoi anche tu prenotare la TUA vignetta, hai ancora pochi giorni, la tariffa è super-conveniente, non mancare questa opportunità...

domenica

Indignatevi !

Davanti all'indifferenza generalizzata della nostra umanità, ho deciso di reagire e di mostrarvi le foto più orribili di questi ultimi giorni. E ve lo dico subito, non sono foto da fare vedere ai vostri bambini, né alle anime troppo sensibili.

Trauma n°1
Sarkozy riesce a malapena a firmare autografi, distratto dalle bistecche semimoventi piazzate di fronte a lui. A cosa sta pensando ? La risposta è ovvia : vorrebbe l'esile Carla con 20 chili in più nelle chiappe.

Trauma n°2


Sarkozy sta fingendo di salutare un comune mortale : ovvero Monique, 56 anni agricoltrice, mungitrice dell'anno e eletta al titolo di miss formagella acida 2008. Potrà sopravvivere la nostra Monique a codesta empatia. ? [Avrete notato ancora qui delle chiappe bovine, non sarà mica una malattia ? un virus ?].

Trauma n°3

Noi siamo tranquilli a guardare le varie rivoluzioni del mondo arabo. Ora sappiamo che i libici sono anche capaci di farsi sparare come dei conigli d'allevamento. E mentre buttiamo l'occhio a sud, ci scordiamo di aprire l'altro occhio verso il Belgio, dove una vera rivoluzione ha luogo tra stragi di maionese e risse di ketch-up.


E DOVE STA ANDANDO QUESTO MONDO ?

mercoledì

Parafrasando Ghedini “Oggi siamo a Milano, e a Milano può succedere di tutto…”

Uscire della stazione senza ombrello anche se piove, resistere alla pioggia [non sono di zucchero], mangiare il cornetto al pistacchio [merci Francesco], prendere la metropolitana [merci bis], vedere l’orribile crescita esponenziale di grattacieli, interrarsi per 8 ore di lessicologia ambientale, imparare come seppellire le meduse a norma di legge [e non dite che i parlamentari italiani non sanno fare leggi di qualità], mangiare a buffet, soffiarsi il naso [spesso], rispondere alle chiamate di sfogo di L. contro A. e riuscire a non mandarla al diavolo, valutare i docenti, uscire con capotto beige e sciarpa, scattare foto al tramonto milanese*,

milano sky

tornare a prendere la metro [metro, boulot, dodo nella direzione Gessate], salire i gradini della stazione, non trovare l’annuncio dell’eurostar [anche gli schermi elettronici sbagliano], scattare foto ai nuovi modelli femminili che ci propongono [tet pans e cul ma anche intelligenza],**

Senza titolo

salire sul treno, ascoltare i discorsi della vicina giovane mamma straniera ex-modella [ho detto alla tata di fare il brodo con mezzo dado biologico e fare cuocere i quadrettini, tua madre ha lasciato il sugo ma non possiamo dare del pomodoro due volte al giorno al bambino… e sarebbe quasi convincente se lei non tirasse fuori per cena un kinder bueno], cercare di rileggere le dispense [abbandonare ], scattare foto ai nuovi ricchi senza il loro consenso ***,

milano centrale


tornare a casa, dormire, svegliarsi, fare colazione con i lagacci genovesi, il burro salato e la marmellata di rabarbaro, andare a leggere il giornale al bar Ghedini : “Oggi siamo a Milano, e a Milano può succedere di tutto” [ma che è ? un incubo con riferimento circolare ?]


Mi scuso per queste foto sconvolgenti, se vi sentite male potete ascoltare Tim.

domenica

non sarà colpa di tutto questo Lindera Benzoin che respiro ?



Non voglio più le meduse
che mi sguazzano nella testa
Toglietemi questi cani
che mi azzannano le gambe
Spostate l'ippopotamo
che si è seduto sulla mia gola
Sparate a calamaro gigante
che mi porta nei mari gelidi d'Islanda
e visto che ci siete
Ridatemi la mia salute

venerdì

Thank you Satan - Dionysos



Originale : Léo Ferré

Traduzione di Riccardo Venturi

TI SIAN RESE GRAZIE, SATANA

Per la fiamma che accendi
In un letto povero o elegante
Per il piacere che vi si consuma
Nella tela grezza o nel raso
Per i bambini che rianimi,
Cherubini nei dormitori
Per i loro petali anonimi
Come la rosa del mattino

Ti sian rese grazie, Satana

Per il ladro che copri
Col tuo maglione morbido e rosso
Per le porte che gli apri
Sulla tana dei ricchi
Per il condannato che accudisci
Su all'Abbazia in cima al monte
Per il rum che gli consigli
Per la cicca che gli servi

Ti sian rese grazie, Satana

Per le stelle che semini
Nel rimorso degli assassini
Per questo cuore che batte anche
Dentro al petto delle puttane
Per le idee che sparigli
Nella testa dei cittadini
Per la presa della Bastiglia
Anche se non serve a nulla

Ti sian rese grazie, Satana

Per il prete che s'addanna
A ritrovare il dolce agnello
Per il vinaccio terra-terra
Che prende per Chianti vecchio
Per l'anarchico cui doni
I due colori del tuo paese
Il rosso per nascere a Barcellona
Il nero per morire a Parigi

Ti sian rese grazie, Satana

Per l'anonimo funerale
Che hai fatto al signor Mozart
Senza croce né nulla, salvo per finta
Un cane, beccamorti del caso
Per i poeti che fai scivolare
Al capezzale degli adolescenti
Quando s'infilano nell'ombra complice
Dei fiori del male di diciassett'anni

Ti sian rese grazie, Satana

Per il peccato che instilli
Nelle virtù più granitiche
Per la noia che s'installa
Accanto ai letti da te abbandonati
Per gli imbecilli che fai pascolare
Nel prato, come pecoroni
Per l'onore che mi fai
Di non apparire mai in tv

Ti sian rese grazie, Satana

Per tutto questo ed altro ancora
Per la solitudine dei re
Per i ghigni dei decapitati
Un modo di aggirare la legge
Non mi si faccia punto tacere
E che io canti in tuo favore
In questo mondo dove le museruole
Non son più fatte per i cani...

Ti sian rese grazie, Satana!

martedì

Emisio’s order

E’ colpa mia se odio sbrinare e pulire il frigo ? Non è scandaloso con tutta la tecnologia a disposizione, non poter scegliersi un frigo autopulente che spaventerebbe l’esercito di muffe e di ceppi mortali, che si ostinano a colonizzare la mia dispensa frigorifera ? L’altro giorno, mossa dalla speranza di non più provvedere alle pulizie del frigidaire sopranominato comunemente l’Emisio, ho cercato di dimostrare che anche noi donne non siamo solo delle casalinghe, ma anche dei cervelli [è ben noto che la casalinga, è sprovvista di cervello, sennò questo mondo sarebbe solo composto di ingegnose saponificatrici]. Ho quindi montato all'interno dell'Emisio uno sterilizzatore a raggi gamma e l’ho programmato per uccidere i compagni di merenda delle sudice salmonelle.

Finito il lavoro ho posto in frigo una montagna di profiteroles da fare morire d’infarto le chiappe di una anoressica.

Dopo qualche ora, apro il frigo e cosa vedo ? Anzi cosa non vedo più. Spariti i profiteroles ! A loro posto una tavoletta di cioccolata, e non qualsiasi tavoletta, quella che ho appunto usato per la ricetta [la prova inconfutabile era il tatuaggio che ho trovato sul retro della tavoletta : l’inconfondibile marchio – I love D.].


C’è chi pensa di aver scoperta la fusione fredda senza la produzione di fotoni, mentre io (modesta casalinga) sono riuscita ad invertire il senso dell’entropia, confondendo gli appunti di termodinamica con quelli di microbiologia. Credo che d’ora in poi, adattando l’Emisio con un acceleratore di particelle, e praticando un foro centrale da farci passare una testa, potrò fare concorrenza a Valentina, offrendo il primo trattamento anti-rughe 100% naturale (no i raggi gamma non provocano né mal di testa, né cancro alla prostata) ed affidabile. Cercasi cavie. Le prime 10 sedute ve le offro io e per i più scettici, consiglio la lettura di L’ultima domanda di Asimov [8 pagine non sono la fine del mondo].

lunedì

R-evoluzione

I ricordi sono il motore dell’umanità dall’inconscio collettivo, (la casetta tua è una caverna, cosa credi ? Di esserti evoluto perché sai accendere il gas ?) alle scadenze dei bolli (io dimentico il giorno del mio compleanno, figuriamoci ricordarsi dello stato). Questa vita è tutto un ricordare. Senza ricordi saremmo forse più creativi ma forse anche più “degenerati", ma poi chi lo sa ? I ricordi delle guerre non fermano le guerre. Ma va ?! Allora siamo proprio degenerati dentro. A volte vorrei una molecola strappa-ricordi, così da non rattristirmi troppo quando mia sorella, che mi ha tanto amata prima non mi vuole più parlare adesso. Non dico di cancellarli del tutto, vorrei soltanto alleggerirli di peso per poter attaccarli ad una gruccia nell’armadio : di qui i belli, di qua i brutti, magari i brutti le chiudiamo pure a chiave e buttiamo la chiave. Che bello questo ordine, solo bei ricordi ordinati per colore e per stagione. Invece nei miei ricordi c’è solo il disordine. Ci sono soluzioni alternative, come la chicorée al posto del café,

i tempi di guerra ci fanno tirare fuori il miglior di noi stessi, anche se la chicorée a dirle il vero è imbevibile. Così, un bel giorno ho deciso di aver ucciso mia sorella a 17 anni ,e me la tengo stretta nei ricordi più belli.

sabato

Tutta colpa di X...



Uno dei film che mi ha segnata, un trattato ben eseguito sulla pazzia et plus si affinité ... e visto che ci siete, leggete due righe su GP.

venerdì

del cimitero non importa ai morti

del cimitero non importa ai morti

Siamo arrivati stamattina e non siamo stati accolti molto bene, dato che sulla spiaggia non c’era altro che cumuli di tipi morti o cumuli di brandelli di tipi, di carri armati e di camion demoliti. Arrivavano pallottole un po’ dappertutto e a me non piace il disordine per il puro diletto. Siamo balzati in acqua, ma era più profonda di quanto sembrasse e sono scivolato su una scatola di conserva. Il tizio che era appena dietro di me ha avuto i tre quarti del volto spazzati via dall’ananas che arrivava, e io mi sono tenuto la scatola di conserva in ricordo. Ho messo i brandelli del volto nel mio elmetto e glieli ho dati, lui se ne è ripartito per farsi curare, ma mi sa tanto che non abbia imbroccato la strada giusta, perché è entrato in acqua fino a dove non toccava e io non credo che ci veda abbastanza bene sul fondo per non perdersi. - Blues per un gatto nero - Boris V.