giovedì

Monty Python-The Meaning of Life-Death



Aggiornamento per le vostre feste (http://www.epicentro.iss.it/)

Campylobacter genera febbre, crampi addominali ed è la causa più comune di diarrea al mondo. Si trova soprattutto nelle carni di volatili e pollame, che quindi dovrebbero sempre essere ben cotti.
La Salmonella è uno dei batteri più comunemente diffusi come origine di una tossinfezione alimentare, e si trova negli intestini di rettili, uccelli e mammiferi. I sintomi della salmonellosi sono diarrea, vomito e crampi addominali, ma in soggetti immunodepressi può causare condizioni anche molto serie.
Escherichia coli 0157:H7 è un batterio che colonizza frequentemente gli allevamenti animali, e normalmente infetta gli esseri umani attraverso la contaminazione di cibo e acqua con residui fecali degli animali. Causa una diarrea sanguinolenta con crampi addominali. Nel 3-5 per cento dei casi può causare una complicazione definita sindrome emolitica uremica (HUS) che può manifestarsi anche settimane dopo.
I Calicivirus sono molto comuni ma non facilmente diagnosticati in quanto non ci sono test di laboratorio disponibili. Causano acute infezioni gastrointestinali con vomito più che diarrea, che si concludono nel giro di un paio di giorni. Si ritiene che questi virus si passino principalmente da persona a persona e che quindi un cuoco o un operatore infetto che lavori in cucina possa facilmente contaminare il cibo che tocca.


venerdì

Curnonsky ed i miei traumi infantili


Arrosto di porco spino in veste natalizia

Per questa gustosa, originale e vecchia ricetta occorrono materie prime freschissime. Vi invito, visto la scarsità di questa carne prelibata, di andare già da domani alla ricerca di uno porco spino, ovvero un bel esemplare di maschio istrice (come da foto). Attenzione per quelli che non hanno mai capito la zoologia, il riccio è riccio, non è porco né spino.

L’istrice non si caccia, si seduce. Quindi è assai semplice portarselo a casa, basta ballare nudo davanti alla sua tana col corpo coperto di olio di jojoba. L’istrice esce dalla sua tana, ti annusa e ti segue.

Viene la parte più tecnica della ricetta: ammazzare, spellare, sbudellare l’istrice. In caso di dubbi puoi sempre chiedere a tua nonna che sicuramente nella sua vita avrà compiuto un sacrificio istriccioso. E’ tuttavia importante tenere intatta la testa (serve al finale scenografico) e gli aculei. La carne dell’istrice una volta pronta assomiglia ad un grosso tacchino, e va farcito al suo interno con tutte le prelibatezze che avrete in dispensa. Siate audaci, Natale è soltanto una volta all’anno. Il ripieno deve essere abbondante, originale ed intrigante.

La carne dell’istrice ha bisogno di un lungo tempo di cottura (12 ore) e va costantemente annaffiata con metanolo al 70% per renderla morbidosa. Nel frattempo avrete il tempo di friggere gli aculei nel grasso di foca.

All’arrivo degli ospiti, non offrite inutile e insipide tartine, scontati primi. Tirate la bestia dal forno, piantate gli aculei fritti in modo coreografico sulla carne intiepidita e in ultimo, le coup de main du chef, applicate la testa al corpo [la colla mille chiodi vi darà una mano], fategli aprire gli occhi e piantate una mela rossa selvatica in bocca all’animale. Successo garantito !

lunedì

The new frontier of psyco medical science : the sicchechism


Traduzione originale rubata direttamente alla fonte d'ispirazione


Sicchechismo : malattia sgrammatico-mentale che affligge in generale una piccola percentuale della popolazione femminile con morfologia detta a gallina (troppo petto e troppo poco cervello). I sintomi del sicchechismo si riconoscono in modo istantaneo. I discorsi del soggetto contengono ogni 5,6 parole la congiunzione “sicché” in un tentativo di rendere dialettico un discorso confuso. Basta concentrarsi sul ritmo del dialogo per sentire “ sicché..…sicché…..sicché”, segno intangibile che anche l’uomo discende dal pollo e questo Darwin manco ce l’aveva intuito, perché il Sommo evoluzionista non frequentava sicchechisti. Una accurata attenzione ai discorsi della sicchechista ci porta a considerare il soggetto portatore di doni del tutto eccezionali, il dono per la telepatia, il dono di poter dichiarasi figa, il dono di essere complimentata per il suo decolleté, il dono per la scelta giusta del fidanzato, il dono per poter vendicarsi dell’ex-fidanzato che l’ha mollata, ed infine il dono per la rottura di ganassini con i suoi afflussi di sicché, che si terminano con l’inevitabile "poiché" (specie di virgola). Gli scienziati che hanno appena scoperto questa strana malattia genetica, stanno studiando direttamente il caso nei laboratori. E’ stato fatto l’ipotesi di iniettare batteri intelligenti* all’interno del cervello della sicchechista, al fine di cercare il ripristino delle funzioni cerebrali basilari (sicché i vuoti potranno essere colmati per facilitare le connessioni cerebrali) e permettere all’interlocutrice di comporre frasi di livello scuola elementare : Soggetto + verbo + complemento senza dimenticare i punti finali. Scommettiamo che esso rappresenta una delle più grandi sfide del prossimo decennio.

Batterio intelligente = batterio capace di intendere e di volere, maestoso nella costruzione di lego e nella produzione di muco, al meglio della sua forma riesce a rispondere a qualsiasi domanda da quiz televisivo senza dover ricorrere una sola volta ad internet, apolitico ed agnostico.

domenica

non fate sparite il vostro blog, riutilizzatelo

[il fegato d'oca, fa luccicare meno del lucido, ma è di gran classe !]

venerdì

quesito pre-natalizio


E' legittimo ammazzare le tacchinelle natalizie handicappate ? [le doppie sono al posto giusto, ma mi rifiuto ancora di installare il correttore informatico]

mercoledì

Chourmo

Chourmo. Il cuore di Marsiglia
Dall'alto dei gradini della stazione Saint-Charles, Guitou, come lo chiamava ancora sua madre, contemplava Marsiglia. "La grande città". Sua madre ci era nata, ma non gliel'aveva mai fatta vedere. Malgrado le promesse. Adesso era lì. Solo. Come un adulto.
E tra due ore, avrebbe rivisto Naïma.
Per questo era venuto.
Con le mani infilate nelle tasche dei jeans e una Camel tra le labbra, scese lentamente la scalinata. Di fronte alla città.
"In fondo alle scale" gli aveva detto Naïma, "trovi il boulevard d'Athènes. Lo segui fino alla Canabière. Giri a destra. Verso il Vieux-Port. Ancora a destra, dopo duecento metri, vedrai un grande bar all'angolo, La Samaritaine. Ci incontriamo lì. Alle sei. Non puoi sbagliarti".
Le due ore che aveva davanti lo rassicuravano. Poteva trovare il bar. Essere puntuale. Non voleva far aspettare Naïma. Era ansioso di rivederla. Di prenderla per mano, di stringerla tra le braccia, di baciarla. Quella sera avrebbero dormito insieme. Per la prima volta. La prima volta, per lei e per lui. Mathias, un compagno di liceo di Naïma, gli prestava il monolocale. Sarebbero stati soli, loro due. Finalmente. Jean Claude Izzo

Ho adorato Marsiglia quanto ho adorato Izzo.


Bonne Mère IV


Bonne Mère II



vue de la Bonne Mère

mercoledì

lo strano caso dei baffi : cari lettori ma a voi non interessa proprio la vera ortografia di Nietzsche ?

Ultimi sviluppi per lo strano caso dei baffi nichilisti

Il signore G. che ho fregato ieri [per mille ostriche contaminate, 15 minuti di attesa saranno solo una piccola fregatura] ha attuato una nuova strategia arrivando leggermente in anticipo. Si è impossessato del giornale. Dalla paura che io potessi prenderglielo sul suo tavolo (si lo ammetto sono anche capace di mosse sleali), se l’è incollato sotto l’ascella a modo “baguette” per andare a prendere il suo caffè al bancone.

Il signore G. a quest’ora è ancora al bar. Se lo può permettere, è pensionato. E vuoi venire a dirmi che mi dovete insegnare l'igiene ???


ciel variable