Dall'alto dei gradini della stazione Saint-Charles, Guitou, come lo chiamava ancora sua madre, contemplava Marsiglia. "La grande città". Sua madre ci era nata, ma non gliel'aveva mai fatta vedere. Malgrado le promesse. Adesso era lì. Solo. Come un adulto.
E tra due ore, avrebbe rivisto Naïma.
Per questo era venuto.
Con le mani infilate nelle tasche dei jeans e una Camel tra le labbra, scese lentamente la scalinata. Di fronte alla città.
"In fondo alle scale" gli aveva detto Naïma, "trovi il boulevard d'Athènes. Lo segui fino alla Canabière. Giri a destra. Verso il Vieux-Port. Ancora a destra, dopo duecento metri, vedrai un grande bar all'angolo, La Samaritaine. Ci incontriamo lì. Alle sei. Non puoi sbagliarti".
Le due ore che aveva davanti lo rassicuravano. Poteva trovare il bar. Essere puntuale. Non voleva far aspettare Naïma. Era ansioso di rivederla. Di prenderla per mano, di stringerla tra le braccia, di baciarla. Quella sera avrebbero dormito insieme. Per la prima volta. La prima volta, per lei e per lui. Mathias, un compagno di liceo di Naïma, gli prestava il monolocale. Sarebbero stati soli, loro due. Finalmente. Jean Claude Izzo
Ho adorato Marsiglia quanto ho adorato Izzo.


Mentre leggevo le prime righe, immaginavo le avessi scritte tu, e ti amavo, per questo.
RispondiEliminaOra ti amo uguale, per avermi fatto conoscere qualcuno da amare.
non posso che consigliarti la trilogia marsigliese , Total Kheops, Chourmo e infine Solea. Non c'è soltanto l'atmosfera di marsiglia che si respira, ma il mal de vivre di Fabio Montale, un poliziotto senza più illusione sulla vita. Nell'ultimo libro, Solea, Izzo sapeva di essere condannato dal cancro.
RispondiEliminaDio abbia in gloria marsiglia patria del pastis.
RispondiEliminae patria di Pagnol, della bouillabaisse e di Marius e Jeanette...
RispondiEliminaMentre leggevo le prime righe, stavo collassando per coma diabetico fulminante. Poi sono andato avanti... sto postando dal Policlinico.
RispondiEliminaBlack, era l'incipit più gioiso di Izzo, poi il libro sprofonda in qualcosa di amaro, che ti permetterà di fare a meno dell'insulina
RispondiEliminaquesta è la dedica
alla memoria di Ibrahim ALi, abattuto il 24 febbraio 1995 nei quartieri nord di marsiglia dagli attacchini del "front national"
ah ok, grazie per la precisazione: inferieeeeeraaaa!!! dove devo firmare per la dimissione?????
RispondiEliminaBlack mangiati una cassatina, se non svieni puoi uscire...
RispondiEliminaMarseille.... hmmm, non ci son mai stato. Le foto son belle.
RispondiEliminaMa devo dire che invece a me i marsigliesi stan un po' sugli zebedei dai tempi di Tapie e Boli.
ma qui è vietatissimo parlare di calcio, ma su Tapie puoi anche sputare...
RispondiEliminauna buona bouillabaisse con un cote de provence al porto vecchio? io c'è!
RispondiEliminacazzo, alla fine se c'è da mangiare e bere ci sono sempre.
bene, tu scegli la boullabaisse che io e Chiqs assaggiamo in fila il rosé
RispondiEliminaVenduta. Mi posso permettere di portare un amico di una certa prestanza fisica, vista la gentaglia che popola marseille?
RispondiEliminaio la gentaglia non l'ho vista, ma c'è sempre il principe di precauzione...
RispondiEliminauh, anche a me han parlato male dei villici marsigliesi.
RispondiEliminaleggenda ?
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