Un po’ di tempo fa, i cari maestri dell’erede di casa, mossi
dall’istinto di allevamento pastorale avevano richiesto ai marmocchi di
raccogliere un esercito di girini ai fini di studio. Gli unici girini (esercito
di 38 anfibi piccini piccini) furono portato appunto dall’erede di casa negli acquari
scolastici. Sono cresciuti, tutti stanno bene grazie. Ieri sera, preoccupata
per il destino di queste povere bestie, ho chiesto.
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- E quando finisce la scuola dove vanno ad abitare ?
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- Li riprendiamo, io ne ho diritto a circa 10.
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- Ma lo sai che sono rospi ?
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- Embeh ? Li facciamo in padella !
Il Battista che sonnecchia in me ha concepito subito una
squisita ricetta per accontentare le esigenze alimentari della discendenza mangia-rana.
ROSPI AFFOGATI ALL’EMILIANA
per 10 persone
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Una decina di rospi vivi
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2 litroni di Lambrusco
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1 kg di Strutto
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2 kg di ciccioli
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Parmigiano-reggiano qb
Versare in una ciotola capiente il vino appena stappato,
immergerne i rospi finché sia diagnosticato il coma etilico irreversibile (per
un gusto leggermente affumicato offrire a ciascuno prima dell’immersione la
sigaretta del condannato, per un gusto inebriante fate invece girare uno
spinello).
Fare spelare e sbudellare i rospi dai vostri figli
(coinvolgere, sempre coinvolgere).
Vanno in seguito fritti in abbondante strutto, a cottura
ultimata, salate e pepate e coprite con Parmigiano Reggiano. Servire caldo come
antipasto oppure non eseguire la ricetta, mollare i rospi nel giardino della
vicina antipatica, scolarvi il lambrusco accompagnato dai ciccioli.
Bon appétit