mercoledì

Che Giovannino G. mi perdoni...

«Poi, arrivati sull'argine grande, ecco il fiume vasto, deserto, imponente e silenzioso, e più che un fiume pare il cimitero delle acque morte. D. camminava verso l'argine grande, con una macchina fotografica incollata all'occhio, ed era l'una e mezzo di un pomeriggio di settembre, e a guardarla così solo in mezzo alla strada bianca, sotto il sole, non si poteva immaginare niente di più francesino, visto che intorno c'erano soltanto pensionati dialettanti e cani.»
j'ai du Po

9 commenti:

  1. aver la pausa pranzo vicino ad un fiume...

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  2. Bel paesaggio, chissà perchè ho pensato subito alle zanzare
    maledette

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  3. "più che un fiume pare il cimitero delle acque morte"

    fantastico!!!! il potere evocativo delle parole al momento è al top da queste parti!

    ;)

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  4. L'argine è traditore, occhio a non finire nel fiume e poi nel cimitero.

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  5. Fracatz, erano in conclave con un tale Don Camillo

    Black, evviva Guareschi

    Alex, ne sono saltata fuori ;-)

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  6. le anse del po sono ansiose di immagini descritte come tu hai fatto..
    e m'è sembrato di esser qui: http://www.milanofilmfestival.it/portal/2011/IT/programma_db/scheda.php?ci=20114297

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  7. Ed io che pensavo che i pensionati dialettanti trascorressero il loro tempo davanti ai cantieri edili...

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  8. Iggy, sarà per quello che c'è l'uomo ragno in aguato...

    Grace,i pensionati sono ovunque...

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